Restauri e beni restituiti alla città
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Nel corso degli anni il Circolo Culturale “Luigi Angelini” ha svolto un ruolo attivo e concreto nella tutela, nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio storico e monumentale di Città di Castello, affiancando alle attività culturali un impegno diretto nella cura dei beni comuni. Attraverso il progetto “Adotta un Monumento” e grazie alla collaborazione con istituzioni, enti competenti, sponsor e professionisti del restauro, il Circolo ha promosso e sostenuto interventi mirati volti a restituire alla città opere e testimonianze di rilevante valore storico, artistico e civile. Tra gli interventi più significativi si colloca il restauro del Monumento alla Libertà - XI Settembre 1861 sito in piazza Raffaello Sanzio opera di Elmo Palazzi, simbolo della memoria civica cittadina. L’intervento ha consentito il recupero dell’opera nella sua forma originaria, sanando le mutilazioni subite nel corso del tempo e restituendo piena leggibilità al monumento. A distanza di anni, il Circolo ha inoltre promosso un successivo intervento di pulitura e manutenzione, riaffermando l’importanza della conservazione continua del patrimonio pubblico. |
Nell’ambito delle stesse attività di tutela, il Circolo ha curato il restauro di lapidi storiche collocate su edifici cittadini, tra cui quelle dedicate ad Andrea Costa e Luigi Soleri presso Palazzo Bufalini, restituendole alla piena fruibilità e al decoro urbano attraverso interventi conservativi e ricostruttivi rispettosi dei materiali e delle iscrizioni originali.
Un ulteriore intervento di particolare rilievo è stato il recupero della Meridiana – Cronometro Solare, di Luigi Mori, strumento storico di misurazione del tempo e testimonianza dell’intreccio tra scienza, osservazione astronomica e vita civile. Il restauro ha restituito funzionalità e visibilità a un manufatto spesso dimenticato, ma profondamente significativo per la memoria urbana e culturale della città (ubicata presso l’Istituto di Agraria U. Patrizi, oggi IIS Patrizi-Baldelli-Cavallotti).
Di particolare interesse anche il restauro della Cimasa della Cappella dell’Angelo custode in Duomo a Città di Castello in collaborazione con la Diocesi e la Soprintendenza.
Accanto a questi interventi, il Circolo ha sostenuto e promosso nel tempo azioni di valorizzazione di monumenti, testimonianze storiche e segni della memoria collettiva, contribuendo a rafforzare il legame tra cittadinanza, territorio e patrimonio condiviso.
Il lavoro svolto dal Circolo Culturale “Luigi Angelini” si fonda sulla convinzione che la cultura non sia solo produzione di eventi, ma anche cura, responsabilità e restituzione. Recuperare un monumento, una lapide o uno strumento del tempo significa restituire alla città un frammento della propria storia e riaffermare il valore della memoria come bene comune.
Un ulteriore intervento di particolare rilievo è stato il recupero della Meridiana – Cronometro Solare, di Luigi Mori, strumento storico di misurazione del tempo e testimonianza dell’intreccio tra scienza, osservazione astronomica e vita civile. Il restauro ha restituito funzionalità e visibilità a un manufatto spesso dimenticato, ma profondamente significativo per la memoria urbana e culturale della città (ubicata presso l’Istituto di Agraria U. Patrizi, oggi IIS Patrizi-Baldelli-Cavallotti).
Di particolare interesse anche il restauro della Cimasa della Cappella dell’Angelo custode in Duomo a Città di Castello in collaborazione con la Diocesi e la Soprintendenza.
Accanto a questi interventi, il Circolo ha sostenuto e promosso nel tempo azioni di valorizzazione di monumenti, testimonianze storiche e segni della memoria collettiva, contribuendo a rafforzare il legame tra cittadinanza, territorio e patrimonio condiviso.
Il lavoro svolto dal Circolo Culturale “Luigi Angelini” si fonda sulla convinzione che la cultura non sia solo produzione di eventi, ma anche cura, responsabilità e restituzione. Recuperare un monumento, una lapide o uno strumento del tempo significa restituire alla città un frammento della propria storia e riaffermare il valore della memoria come bene comune.











